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Casino dei principi capodimonte

Casino dei principi capodimonte

Cisternone-veduta aerea. Casino della Regina. Giardino Torre-Veduta aerea. Eventi in corso o programmati associati al luogo: Id Asset: Thu Mar 28 Luoghi della Cultura Gestore per la tutela: Sylvain Bellenger Ingresso: Novembre-Gennaio 6. Nessuna Comune: Napoli Indirizzo: NA Regione: Campania Telefono: Il maneggio, il Casino ed il Giardino dei Principi. Il maneggio nel parco della Reggia è un piccolo recinto con fossa interrata, scavato nella terra destinata alla zona prativa ma praticamente finita nascosta in una macchia boschiva ridosso di palazzo reale.

Questo è un edificio che si taglia contro il panorama del bosco, mostrando la facciata prospisciente la zona prativa sottostante, lievemente in dislivello quasi sempre insediata dalla popolazione residente e spesso da gruppi di utenti giovanissimi che usano le aiuole come un campetto di calcio. La facciata poggia con basamento a listature orizzontali ed un ordine gigante di paraste in stile dolcemente dorico su di una terrazza sovrapposta che dal piano nobile corrono a raggiungere il secondo piano del palazzo, servendo al centro della sistemazione di facciata il bellissimo portale di piperno. Il prospetto di facciata del casino alle sue spalle presenta una conformazione architettonica meno regolare mostrando chiari i segni delle stratificazioni subite fino agli ultimi anni del XIX secolo.

Le guide storiche della città di Napoli parlano di questa struttura come di un complesso per la villeggiatura dei nobili Carmignano, marchesi di Acquaviva, che qui venivano a starci per un recupero di salute fisica e mentale, essendo la stessa palazzina già presente sul posto quando l'area divenne riserva di caccia del re. Il giardino dei Principi e le innovazioni esotiche del parco. Dovrebbe trattarsi dell'antico podere appartenuto un giorno ai Carmignano di Acquaviva, ed il condizionale è in uso per la mancanza di una verifica diretta delle fonti che la riportano.

Da vecchie incisioni si nota invece che tutta quest'area oggi del bosco meno di vent'anni prima del era tutta quanta bastionata da un muro robusto con dentro, sebbene si veda già l'area sistemata all'inglese vi furono piantate già specie esotiche, una fruttiera, un agrumeto e sempre dalla fonte iconografica si nota a mezzogiorno del casino dei Principi un ampio vigneto, ad uso vivaistico un tempo detto. Ma di questa sistemazione oggi non resta nulla; fu infatti nuovamente trasformata nel dal botanico Dehnhardt, capo-giardiniere dell'Orto Botanico di Via Foria aiutato nella nuova perimetrazione dall'architetto Tommaso Giordano.

Ed è questa la sistemazione che mantiene anche oggi nonostante altre aggiunte e modifiche apportate nel corso del Novecento tipo la piantumazione di palme esotiche sulla prateria antistante il casino ed il diverso andamento dei viali; infatti, laddove oggi spesso i giovanissimi usano aggregarsi per il gioco alla palla, quel pezzo di terra oggi pettinato da prato inglese era a quell'epoca la fruttiera e non vi erano attraversamenti come accade oggi, che proprio in quel punto mostra un variazione della quota di terreno che sembra ascendere verso la terrazza del casino.

Accanto al casamento dei principi fu realizzata la stufa dei fiori , una serra ancora oggi in funzione per la produzione di alcune specie di fiori molto pregiate. Oggi sulla prateria usata come spazio ludico per i giovanissimi si osservano quasi inetti, un maestoso canfonro ancora possente oggi come allora, un Taxodium mucronatum del e di quella stessa epoca anche un effervescente Eucalipto ed alcune Camelie colorate di fiori abbastanza grandi. Invece le Magnolie stanno verso il belvedere della Reggia laddove l'area è molto ombreggiata dalla macchia dei Lecci nella direzione del maneggio.

A far da corona alla macchia dei Lecci è possibile trovare Tassi, specie indigena a portamento arboreo, con gemme svernanti a 30 cm dal suolo ed anche Cipressi, Pini tra i quali, un bellissimo Pino delle Canarie, un Phoenix Canariensis , al ha più di anni di vita, in perfetto stato di salute legnosa, altissimo, maestoso svetta oltre i 20 metri, visibile dalla sottostante strada battuta dal passaggio dalle automobili. Immediatamente più prossimo anche uno stupendo Cedro del Libano anche questo al risulta esser centenario. Mentre, nelle vicinanze dell'edificio di Pietro Colletta si scorge una rara pianta di origine australiana, detta pianta della carta perchè si presenta con corteccia molto desquamata.

Si tratta di una mirtacea più propriamente una Melaleuca. Oltre questa pianta il giardino perde ogni forza e si arresta bruscamente laddove fino al esisteva Porta Colletta poi murata. Le ragioni della cultura delle colline in città. Diversa dalla vista godibile da Posillipo , laddove lo scenario è solo il ciglio del golfo , le isole e la possente presenza del vulcano e qualche episodio di architettura storica spuntata sull'orlo della baia. La città, chiude il primo capoverso sulla cultura delle colline, attraverso l'immagine che la borghesia ha di lei, segue incessante la linea del mare dal quartiere di Mergellina fino al Maschio Angioino , poi indefinibilmente taglia verso il rettifilo lasciando al mare solo i Quartieri Bassi e tutta la zona portuale.

L'incessante invito che si sente giungere dalla lezioni del ricercatore è di percepire chiara una volta per tutte l'idea distorta che la classe borghese ha avuto nel corso della storia della città che ha abitato e che abita, alla maniera di quanto si presenti distorto il rapporto centro urbano e colline , similmente individuato quindi anche un drastico rapporto mare-terra. Non tutte le epoche che si son succedute hanno affrontato la questione allo stesso modo dandole la medesima importanza e comunque ogni trasformazione avvenuta nel corso di questa stessa vicenda ha avuto sicuramente un movente specifico di questo rapporto.

In verità nel corso dei secoli c'è sempre stata una progressiva tendenza alla soluzione di questi dati problemi anche talvolta ai livelli più alti ma ogni volta sempre interrotti dalle scelte della città borghese. Università della Basilicata, Via N. Sauro, 85 - Potenza. Abstract In this paper is carried on a floristic study of Capodimonte Park.

La delizia Reale nel parco della Reggia - Storiacity

Il parco di Capodimonte ha un'estensione di ettari con circa entità vegetali il disegno delle aree adiacenti la Reggia e il Casino dei Principi. AVVISO. Casino dei Principi, Real Bosco di Capodimonte. XIX secolo. Museo e Real Bosco di Capodimonte. Dalla collezione di. Museo e Real Bosco di Capodimonte . home / i parchi / Real Bosco di Capodimonte Giardino della Minerva verde: il Museo di Capodimonte, il Casino dei Principi, Palazzo Palazziotti, le scuderie. Il Parco di Capodimonte è la maggiore area verde della città di Napoli. edificati principalmente nel il Casino dei Principi, il Palazzo Palazzotti, le Scuderie. La Reggia di Capodimonte oggi ospita il Museo di Capodimonte, una delle più della fabbrica di porcellane, il Casino della Regina e l'Eremo dei Cappuccini. del bosco, perché era destinato alla sosta di principi e reali durante la caccia e. Lo Spianato e il Bosco | Dal Casino della Regina alla Porta di Mezzo da vasi di marmo, si trova il Casino dei principi: l'impianto originario. La reggia di Capodimonte è un palazzo reale, con annesso un parco, ubicato a Napoli nella località di Capodimonte. Fu la residenza storica dei Borbone di Napoli, ma anche dei Bonaparte e . preferisce soggiornare in una palazzina chiamata dei Principi, un antico casino nobiliare restaurato, situata all'interno del parco.

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